Percorso 30 ore · II edizione · HR Manager

LinkedIn AI Mastery 2026 — HR Manager

Trenta ore per far lavorare insieme le tre leve HR su LinkedIn: recruiting, employer branding ed employee advocacy

  • 30 ore · 12 moduli
  • 25 esercitazioni
  • Aula max 20 persone
  • Esame e attestato di profitto
  • Community inclusa
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1.500 € + IVA  · fino al 90% rimborsabile con il bando Regione Lombardia

Il percorso

Le aziende che assumono i migliori raramente lo fanno con annunci migliori. Lo fanno perché la loro reputazione come luogo di lavoro le precede: quando pubblicano una posizione, chi la legge ha già un'idea di che cosa significhi lavorare lì, e quell'idea non se l'è formata dall'annuncio. È il motivo per cui rincorrere le singole ricerche costa sempre di più e rende sempre meno.

Questo percorso mette in fila le tre leve che la funzione Risorse Umane ha su LinkedIn — recruiting, employer branding, employee advocacy — e le fa lavorare insieme, nell'ordine in cui si sostengono a vicenda. Si lavora su una posizione realmente aperta, sulla Pagina della tua azienda e sui tuoi colleghi. L'intelligenza artificiale entra in ogni fase con un compito preciso: ricostruisce la candidate persona dalle persone che avete già assunto bene, traduce il profilo in criteri di ricerca, legge decine di profili per capire chi vale il contatto, prepara la bozza del primo messaggio. Quello che non fa è valutare le persone: quello resta il vostro mestiere, ed è anche il motivo per cui un candidato accetta di parlare con voi.

Perché sceglierlo

Perché il costo di una ricerca che non si chiude non è il costo dell'annuncio: è il tempo del team che resta scoperto. E perché le tre leve vengono quasi sempre gestite come progetti separati — il recruiting in HR, l'employer branding in comunicazione, l'advocacy da nessuno — mentre è proprio la loro somma a spostare i numeri. Qui si costruiscono insieme, con un unico cruscotto.

A chi è rivolto

  • HR manager e responsabili Risorse Umane che devono strutturare la presenza dell'azienda invece di improvvisarla annuncio per annuncio.
  • Recruiter e talent acquisition specialist che cercano profili difficili e devono raggiungere anche chi non sta cercando.
  • Employer branding e responsabili comunicazione interna che devono rendere l'azienda attrattiva e coinvolgere le persone.
  • Società di ricerca e selezione che vogliono un metodo replicabile sui mandati dei clienti.

Risultati attesi

  • La candidate persona in ottica skills-first per una posizione realmente aperta.
  • Annunci riscritti perché attraggano il profilo giusto invece di elencare requisiti, e un criterio per decidere quando promuoverli.
  • Una pipeline di candidati passivi costruita con ricerca avanzata e criteri di qualificazione espliciti.
  • L'Employee Value Proposition in un canvas e la Pagina Vita rivista con uno storytelling credibile.
  • Un piano editoriale a novanta giorni per attrarre talenti, con le voci che ci mettono la faccia.
  • Un programma di employee advocacy avviabile: policy, primi partecipanti, contenuti, riconoscimenti.
  • Un cruscotto unico con time-to-hire, cost-per-hire, quality-of-hire, offer acceptance rate e sentiment del talent brand.

Il programma — 12 moduli, 30 ore

I · Scenario e candidati

1. Le tre leve e lo scenario

2 ore

Che cosa è cambiato nel recruiting su LinkedIn e perché la funzione HR non può più trattarlo come un canale fra gli altri. Come recruiting, employer branding ed employee advocacy si sostengono a vicenda: un annuncio pubblicato da un'azienda di cui nessuno sa niente costa molto e rende poco. Dove siete oggi sulle tre leve, con una diagnosi onesta.

  • Fotografa il punto di partenza della tua azienda sulle tre leve e individua quella più scoperta

2. Candidate persona skills-first

2 ore

Perché la descrizione di posizione più diffusa — anni di esperienza, titolo di studio, settore di provenienza — descrive il percorso di chi ha già fatto quel lavoro altrove invece delle competenze che servono. L'approccio skills-first ribalta il punto di partenza: da che cosa la persona dovrà saper fare si risale a dove si trova chi lo sa fare. Il risultato è un bacino più largo, non più permissivo.

  • Definisci la candidate persona per una posizione realmente aperta nella tua azienda
  • Ricostruisci con l'AI il profilo ricorrente delle persone che avete già assunto con soddisfazione

II · Recruiting

3. Annunci, promozione e sourcing

4 ore

Scrivere un annuncio che attrae invece di elencare requisiti. Differenze fra pubblicazione gratuita, annunci promossi e job wrapping, con i criteri per scegliere. Comunicare la posizione su profilo personale e Pagina, con post e video: il canale organico che quasi nessuno usa. Ricerca avanzata e operatori booleani per i candidati passivi. Che cosa aggiungono davvero gli strumenti dedicati al recruiting e quando la licenza si giustifica.

  • Riscrivi l'annuncio in ottica skills-first e confrontalo con la versione attuale
  • Crea i contenuti organici che accompagnano la ricerca su profilo e Pagina
  • Costruisci la lista corta dei candidati passivi con criteri di qualificazione espliciti

4. Scrivere a chi non sta cercando

2 ore

Il messaggio al candidato passivo è il punto in cui quasi tutte le ricerche difficili si perdono. Chi lo riceve non sta cercando lavoro, ha già ricevuto altri dieci messaggi simili nello stesso mese, e la reazione predefinita è ignorare. Quello che cambia la risposta non è il tono e non è il titolo della posizione: è la rilevanza. Come si costruisce, e la sequenza di follow-up che non diventa insistenza.

  • Scrivi il messaggio di primo contatto per tre candidati passivi reali, con revisione in aula
  • Costruisci la sequenza di follow-up e i criteri per chiuderla

III · Employer branding

5. I cinque pilastri e la diagnosi

2 ore

Che cosa rende un'azienda attrattiva, con i dati. I cinque pilastri dell'employer brand — purpose, people, pay, possibilities, place — usati per fare un inventario onesto prima di decidere che cosa raccontare. L'esercizio più utile è capire su quali due o tre siete davvero forti: un employer brand costruito su un pilastro che non regge il primo giorno di lavoro non attrae talenti, li fa scappare dopo sei mesi.

  • Fai l'inventario sui cinque pilastri e individua i due su cui siete davvero forti
  • Analizza il sentiment attuale e confrontati con due concorrenti sul mercato del lavoro

6. EVP e Pagina Vita

4 ore

Costruire l'Employee Value Proposition a partire dalle parole delle persone che ci lavorano davvero, invece che dal linguaggio istituzionale: temi ricorrenti, differenze fra funzioni, punti di attrito. La Pagina Vita come perno dell'employer brand: struttura, contenuti, tono, e perché le foto di gruppo sorridenti non spostano niente. La coerenza fra quello che raccontate su LinkedIn e quello che si legge sui siti di recensioni aziendali.

  • Definisci l'EVP dell'azienda in un canvas, partendo dai due pilastri forti
  • Imposta o aggiorna la Pagina Vita sezione per sezione
  • Verifica la coerenza fra il racconto su LinkedIn e le recensioni pubbliche

7. Il piano editoriale per attrarre

2 ore

Il piano a novanta giorni per attrarre talenti: temi, formati, cadenza e soprattutto chi ci mette la faccia — perché un contenuto pubblicato da una persona vale più dello stesso contenuto pubblicato dalla Pagina. Come si riusa il materiale interno che già esiste. Come si presenta la vita reale dell'azienda senza scivolare nella pubblicità.

  • Costruisci il piano editoriale a novanta giorni con le voci coinvolte
  • Produci i primi tre contenuti del piano con il supporto dell'AI

8. Come vi descrivono gli assistenti AI

2 ore

C'è un canale nuovo che quasi nessuna azienda presidia: prima di candidarsi — o anche solo di rispondere a un recruiter — sempre più persone chiedono a un assistente conversazionale che cosa si sa di voi come datore di lavoro. E ottengono una risposta, costruita su quello che è pubblico e reperibile. Quella risposta esiste già, che ve ne occupiate o no.

  • Interroga gli assistenti AI su come descrivono la tua azienda come datore di lavoro
  • Individua che cosa vada reso pubblico, chiarito o corretto perché il racconto sia il vostro

IV · Advocacy e misura

9. Il programma di employee advocacy

4 ore

Perché i colleghi hanno insieme una rete molto più ampia della Pagina, e perché quando parlano loro chi legge tende a crederci di più. Il modello di classificazione: chi è già attivo, chi è disponibile, chi non parteciperà — e perché va bene così. La social media policy che protegge l'azienda senza scoraggiare nessuno. I tre livelli di crescita — condividere, commentare, creare — con il supporto diverso che serve a ciascuno. Le piattaforme dedicate e quando servono davvero.

  • Scrivi la social media policy della tua azienda
  • Individua i dieci colleghi del programma pilota, motivando la scelta con criteri espliciti
  • Costruisci la matrice dei bisogni dei tre gruppi e il piano dei contenuti da mettere a disposizione

10. Il ruolo di chi guida

2 ore

Quando chi guida l'azienda pubblica, un programma di advocacy decolla; quando chiede agli altri di farlo senza farlo, si spegne. Come si accompagna un manager alla presenza pubblica senza trasformarlo in un influencer. I meccanismi di riconoscimento che tengono vivo un programma dopo il terzo mese, e quelli che producono solo rumore.

  • Progetta il percorso di accompagnamento per due manager della tua azienda
  • Definisci il meccanismo di riconoscimento del programma e la sua cadenza

11. Un cruscotto per tre leve

2 ore

Le metriche del recruiting — time-to-hire, cost-per-hire, quality-of-hire, offer acceptance rate — lette insieme invece che una alla volta. Il sentiment del talent brand e come si misura. I risultati dell'advocacy: copertura, valore equivalente della visibilità, candidature e assunzioni riconducibili al programma. Come si presenta il ritorno dell'investimento alla direzione.

  • Costruisci il cruscotto unico che tiene insieme le tre leve
  • Prepara la presentazione del ritorno alla direzione, in una pagina

Esame e chiusura

12. Esame finale e project work

2 ore

Presentazione del project work: il sistema costruito durante il percorso sulle tre leve. Quiz finale a risposta multipla sui contenuti delle quattro parti. Discussione collettiva e piano dei primi novanta giorni.

  • Presenta il tuo project work e sostieni il quiz finale per l'attestato di profitto

Che cosa include

  • Tutte le sessioni in diretta, in aula da massimo venti persone.
  • Le video-registrazioni di ogni sessione.
  • Slide, checklist, canvas e template di lavoro.
  • Prompt Gallery e Claude Skills Gallery.
  • In omaggio il libro «Come usare LinkedIn per il tuo Business», III edizione.
  • Accesso alla community riservata, attiva anche dopo la fine del percorso.
  • Fino al 90% del costo rimborsabile con il bando Formazione della Regione Lombardia.

Esame finale e certificazione

Il percorso si chiude con una verifica vera. L'esame ha due parti: un project work individuale — il sistema che hai costruito lungo le trenta ore, presentato in aula e discusso con il gruppo — e un quiz finale sui contenuti delle quattro parti.

Chi partecipa riceve l'attestato di partecipazione; chi supera l'esame riceve l'attestato di profitto, con le competenze certificate e il badge digitale da aggiungere alla sezione Licenze e certificazioni del profilo LinkedIn.

Domande frequenti

Serve una licenza LinkedIn Recruiter?

È utile ma non indispensabile. Buona parte del sourcing si fa con la ricerca avanzata di un account normale, e nel terzo modulo si vede che cosa aggiunge davvero la licenza e quando si giustifica.

Che cosa serve avere per seguire il percorso?

I permessi di gestione sulla Pagina aziendale, almeno una posizione realmente aperta su cui lavorare e l'elenco delle persone assunte con soddisfazione negli ultimi anni. Le esercitazioni lavorano sul vostro caso, non su esempi.

È un percorso HR o di comunicazione?

Sta esattamente sul confine, ed è il motivo per cui rende di più quando lo seguono insieme HR e comunicazione. Nessuna delle due funzioni possiede il tema da sola.

Che differenza c'è con i video corsi dell'Academy?

I video corsi si seguono quando vuoi, da soli. Qui c'è l'aula in diretta con massimo venti persone, il feedback sulla tua azienda e su una posizione reale, un esame finale con attestato di profitto e l'accesso alla community.

Il docente

Leonardo Bellini, fondatore di LinkedInForBusiness.it

Leonardo Bellini è fondatore di LinkedInForBusiness.it e DML – Digital Marketing Lab. Ingegnere elettronico con un MBA al Politecnico di Milano, ha lavorato quindici anni in aziende del settore internet e telecomunicazioni prima di mettersi in proprio nel 2011. Insegna in master di Università Cattolica, IULM, LUISS, UPA e Politecnico di Milano, e ha pubblicato quattro libri su LinkedIn per il business.

Ha costruito percorsi su LinkedIn per i team di KPMG Italy, Unipol, SACMI, Roche Italia, 3M Italia, Heineken e Legrand. Il metodo che insegna è lo stesso che applica ogni settimana sul proprio profilo.

Posti limitati

L'edizione è a numero chiuso: massimo venti partecipanti, assegnati in ordine di iscrizione.

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1.500 € + IVA · fino al 90% rimborsabile in Lombardia