Video corso 2026 · Risorse Umane

LinkedIn Employee Advocacy 2026: fai parlare i tuoi colleghi

Policy, selezione delle persone, tre livelli di crescita e i KPI da portare alla direzione

  • 4 ore · 4 blocchi da 1 ora
  • 6 esercitazioni
  • Intermedio
  • Accesso illimitato
  • Attestato di completamento
Inizia il video corsoGuarda il programma

€ 87  una tantum, accesso illimitato

Il corso

Le persone che lavorano in azienda hanno, tutte insieme, una rete molto più ampia della Pagina aziendale. E quando parlano loro, chi legge tende a crederci di più: un post di un collega non sembra comunicazione, sembra un'opinione.

L'employee advocacy è il lavoro che trasforma questa possibilità in un programma: scegliere le persone giuste, dare loro regole chiare e materiali utili, accompagnarle dal semplice condividere al creare contenuti propri, e misurare che cosa produce davvero — visibilità, candidature, contatti commerciali. Il primo errore di quasi tutti i programmi è partire con l'obbligo per tutti: non funziona, e non perché le persone siano poco motivate, ma perché l'advocacy chiede tempo, esposizione personale e dimestichezza con la scrittura pubblica, e sono tre cose che non si distribuiscono in modo uniforme. Nel corso si usa un modello di classificazione per distinguere chi è già attivo e va solo supportato, chi è disponibile ma va accompagnato, e chi non parteciperà — e va lasciato in pace.

Perché dovresti iscriverti

Perché la copertura organica delle Pagine aziendali continua a scendere e i colleghi sono l'unica alternativa credibile che non si compra. E perché quasi tutti i programmi di advocacy partono con entusiasmo e si spengono dopo tre settimane: il corso è costruito attorno a quel punto di rottura, con il meccanismo di riconoscimento e la struttura a tre livelli che li tengono vivi.

A chi è rivolto

  • HR manager e responsabili comunicazione interna che vogliono coinvolgere i colleghi senza trasformarli in megafoni.
  • Employer branding e talent acquisition manager che cercano un canale di attrazione meno costoso degli annunci.
  • Responsabili marketing e comunicazione che vedono scendere la portata organica della Pagina e vogliono un'alternativa credibile.
  • Direzione e management, perché senza l'esempio di chi guida un programma di advocacy raramente decolla.

Che cosa ti porti a casa

  • Una social media policy scritta in modo che le persone la leggano: che cosa si può dire, che cosa no, a chi si chiede in caso di dubbio.
  • La lista dei primi partecipanti al programma pilota, scelti con criteri espliciti invece che per simpatia o per ruolo.
  • Il piano dei contenuti da mettere a disposizione: che cosa prepari tu, che cosa lasci scrivere a loro, con quale cadenza.
  • Un percorso di crescita in tre livelli — condividere, commentare, creare — con che cosa serve per passare da uno all'altro.
  • Il meccanismo di riconoscimento: come si tiene vivo un programma quando l'entusiasmo iniziale finisce.
  • Il cruscotto dei KPI: copertura, valore equivalente della visibilità, contatti generati, candidature e assunzioni riconducibili al programma.

Il programma — 4 blocchi da 1 ora

Perché funziona

Blocco 1 · 1 ora

Che cos'è l'employee advocacy e perché oggi conta più di ieri. Il modello di classificazione delle persone in azienda: chi è già attivo, chi è disponibile, chi non lo sarà mai — e perché va bene così. Le caratteristiche che contano davvero in un brand advocate, e perché il ruolo gerarchico conta meno di quanto si pensi. I numeri del 2026: 8 volte l'engagement, 10 volte le connessioni, 7 volte la conversione in lead rispetto ai contenuti della sola Pagina.

Dove entra l'AI. Fotografia del punto di partenza: quanto e come i tuoi colleghi sono già presenti su LinkedIn, quali temi toccano, dove c'è già un'abitudine su cui costruire.

  • Mappa la presenza attuale dei colleghi su LinkedIn e classificali nei tre gruppi

Le regole e le persone

Blocco 2 · 1 ora

La social media policy: che cosa deve contenere per proteggere l'azienda senza scoraggiare nessuno, e perché una policy che nessuno legge equivale a non averla. Le caratteristiche del brand advocate e i criteri per scegliere chi parte per primo. Perché il pilota si fa con numeri piccoli e risultati visibili.

Dove entra l'AI. Stesura della bozza di policy a partire dal tuo contesto e dal tuo linguaggio; sintesi dei profili interni per individuare i candidati al pilota.

  • Definisci la Social Media Policy per i dipendenti della tua azienda
  • Identifica 10 dipendenti candidati per il Pilot Program

Il programma

Blocco 3 · 1 ora

Il processo di attivazione in cinque passi. I contenuti da mettere a disposizione e il percorso di crescita dal condividere al creare, con il tipo di supporto che serve a ciascun livello. Il ruolo di chi guida l'azienda, che oggi è la leva di advocacy più efficace. Che cosa fanno le piattaforme dedicate e quando servono davvero. Le piattaforme advocacy 2026 — DSMN8, Sociabble, EveryoneSocial, Hootsuite — e quando servono davvero. Executive Influence: CEO e C-level sono coinvolti nel 79,5% dei programmi. L'AI nei contenuti advocacy: il 92% dei programmi la usa per scalare.

Dove entra l'AI. Generazione degli spunti e degli adattamenti: lo stesso tema declinato per ruoli e voci diverse, così che dieci persone non pubblichino dieci volte lo stesso post.

  • Costruisci la Job-to-be-Done Matrix degli advocate (HR / Sales / Marketing)
  • Costruisci il piano dei contenuti da mettere a disposizione degli advocate

Tenerlo vivo

Blocco 4 · 1 ora

Meccanismi di riconoscimento e gamification: che cosa motiva davvero e che cosa produce solo rumore. Il cruscotto dei KPI e la revisione periodica. Come si presenta il ritorno del programma alla direzione, con il valore equivalente della visibilità ottenuta. Il cruscotto KPI completo: reach, EMV (valore equivalente della visibilità), lead, hire e revenue attribution.

Dove entra l'AI. Lettura dei dati del programma: quali temi e quali voci generano risultati, dove il contributo dei colleghi supera quello della Pagina.

  • Definisci 5 KPI per misurare l'impatto sul business

Materiali inclusi

  • Registrazioni dei 4 blocchi
  • Slide del corso
  • Template di social media policy
  • Griglia di selezione dei partecipanti
  • Matrice dei bisogni
  • Cruscotto KPI del programma
  • Libreria di prompt
  • Schede delle esercitazioni

Attestato

Attestato di completamento LinkedInForBusiness Academy con badge digitale per il profilo LinkedIn. Il metodo deriva dai programmi di employee advocacy progettati per aziende italiane e multinazionali, fra cui il percorso di employee advocacy di KPMG Italy.

Domande frequenti

Dobbiamo comprare una piattaforma di advocacy?

Quasi mai all'inizio, e nel blocco 3 si vede perché. Un pilota con dieci persone si governa benissimo senza. La piattaforma serve quando i numeri crescono e il collo di bottiglia diventa la distribuzione dei contenuti, non prima.

Si può obbligare i dipendenti a partecipare?

Si può, e non funziona. Il modello del corso parte dal presupposto opposto: si lavora con chi è già attivo e con chi è disponibile, e chi non parteciperà viene lasciato in pace. È anche il modo in cui il programma sopravvive al primo trimestre.

Chi deve seguirlo, HR o Marketing?

Entrambi, e possibilmente insieme alla comunicazione interna. Il programma vive esattamente sul confine fra le tre funzioni, ed è il motivo per cui quando lo possiede una sola tende a spegnersi.

Che cosa si misura davvero?

Copertura generata dai colleghi rispetto alla Pagina, valore equivalente della visibilità, contatti commerciali e candidature riconducibili al programma. Nel blocco 4 si costruisce il cruscotto e si vede come si presenta alla direzione.

Serve che i manager partecipino?

Non è obbligatorio ma cambia tutto. Quando chi guida l'azienda pubblica, il programma decolla; quando chiede agli altri di farlo senza farlo, si spegne. È uno dei punti più netti del corso.

Che tipo di esercitazioni ci sono?

Sei, sulla tua azienda: la mappatura dei colleghi già presenti, la social media policy, i dieci candidati al pilota, la Job-to-be-Done Matrix degli advocate, il piano dei contenuti e i cinque KPI di impatto sul business.

Il docente

Leonardo Bellini, fondatore di LinkedInForBusiness.it

Leonardo Bellini è fondatore di LinkedInForBusiness.it e DML – Digital Marketing Lab. Ingegnere elettronico con un MBA al Politecnico di Milano, ha lavorato quindici anni in aziende del settore internet e telecomunicazioni prima di mettersi in proprio nel 2011. Insegna in master di Università Cattolica, IULM, LUISS, UPA e Politecnico di Milano, e ha pubblicato quattro libri su LinkedIn per il business.

Ha costruito percorsi su LinkedIn per i team di KPMG Italy, Unipol, SACMI, Roche Italia, 3M Italia, Heineken e Legrand. Il metodo che insegna è lo stesso che applica ogni settimana sul proprio profilo.

Inizia quando vuoi

Il corso è disponibile subito: registrazioni, slide, esercitazioni e libreria di prompt restano tuoi.

Vai alla scheda del corso

€ 87 · pagamento sicuro su academy.linkedinforbusiness.it