La pubblicità su LinkedIn: una introduzione

OK, abbiamo letto quali sono i trend del digital marketing per il 2020 – confrontando diverse fonti per la verità. Alcuni ci sembrano, diciamocelo, ancora un po’ lontani dalla nostra realtà, su altri ci sentiamo  decisamente allineati. Ci siamo fatti la nostra lista di priorità e sono certo che il content marketing sia tra queste.

A essere sinceri il content marketing non è la novità del momento, e con tutta probabilità ci abbiamo già lavorato, e abbiamo ora una ‘macchina’ che produce eccellente contenuto, o comunque siamo sulla buona strada.

E pensiamo che tutti lo debbano leggere  (o vedere). Certo, non tutti – tutti , ma tutti quelli per cui il contenuto è stato pensato, e nel momento più opportuno rispetto agli obiettivi, siano essi di awareness, consideration, conversion. Ma a volte siamo delusi dal numero di persone che riusciamo a raggiungere in modo organico, nonostante i nostri sforzi.

Se lavoriamo nel B2B avremo di certo il nostro piano editoriale su LinkedIn. Chi mi segue da un po’ avrà avuto modo di mettere in pratica i miei consigli e allora…cosa fare di più?

La mia risposta è questa: considerare una campagna di marketing su LinkedIn  –  si, di advertising. So che intorno a questo tema ci sono un paio di preconcetti, ma sono miti che si possono sfatare.

Ho dedicato alla pubblicità su LinkedIn il mio ultimo libro, ne parlo non solo a livello strategico ma tratto anche tutti gli aspetti pratici che devono essere affrontati per completare, con successo, una campagna LinkedIn Ads.

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Grazie all’advertising su LinkedIn potrai raggiungere nuovi prospect, potenziali clienti che ancora non conosci o che non conoscono la tua azienda.

Differenti formati Adv.

Incrementare la follower base tra le persone in target potrebbe aumentare la reach dei post organici,  ed un engagement superiore, lavorando sulla qualità dei contatti.

Esiste un formato pubblicitario, quello degli Ads dinamici, che da’ vita ai Follower Ads, annunci che utilizzano le informazioni pubbliche presenti sul profilo dell’utente per rivolgersi a lui in modo diretto e catturarne l’attenzione. Ma anche i contenuti sponsorizzati finalizzati all’engagement possono ‘contribuire alla causa’, dal momento che al loro interno è a disposizione il bottone Follow.

E poi c’è il formato Sponsored Content (immagine singola, carosello, video) che può supportare tutte le fasi del funnel marketing.


Il ‘bello’ di lavorare con LinkedIn è che permette di intercettare l’audience ideale,  targettizzando in modo davvero preciso le professionalità e il livelli di seniority che interessano.

Gli Sponsored content vengono visualizzati nel newsfeed in modalità nativa, inserendosi in modo armonico tra i contenuti organici.

LinkedIn fa per te? 5 domande per scoprirlo

Le campagne marketing su LinkedIn però non sono per tutti, ci sono situazioni in cui non sono convenienti o consigliabili; ecco una veloce checklist per verificare se la tua azienda ha i requisiti giusti per ottenere risultati interessanti.

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