Il corso
Le aziende che assumono i migliori raramente lo fanno con annunci migliori. Lo fanno perché la loro reputazione come luogo di lavoro le precede: quando pubblicano una posizione, chi la legge ha già un’idea di che cosa significhi lavorare lì — e quell’idea non se la sono formata dall’annuncio.
L’employer branding è il lavoro che costruisce quell’idea. Non è un tema di immagine: è la leva che rende ogni ricerca successiva più breve e meno costosa, che alza il tasso di accettazione delle offerte e che riduce il numero di persone che se ne vanno dopo un anno.
Questo corso lo mette a terra in quattro ore operative: si definisce l’Employee Value Proposition, si sistema la Pagina Vita, si costruisce un piano editoriale a novanta giorni e si decide che cosa misurare. L’intelligenza artificiale accompagna ogni passaggio — ma la materia prima resta quello che le persone dicono davvero della vostra azienda, e quella non si genera.
Che cosa otterrai
- L’Employee Value Proposition dell’azienda in un canvas: che cosa offrite davvero, detto in modo che chi già lavora da voi lo riconosca.
- La Pagina Vita rivista, con uno storytelling credibile invece che con le foto di gruppo sorridenti che si vedono ovunque.
- Un piano editoriale a novanta giorni per attrarre talenti: temi, formati, cadenza e soprattutto chi ci mette la faccia.
- Una lettura onesta del vostro talent brand: che cosa si dice di voi oggi, dentro e fuori LinkedIn.
- La coerenza fra i canali: quello che raccontate su LinkedIn e quello che si legge sui siti di recensioni aziendali.
- Il cruscotto dei KPI: cost-per-hire, time-to-fill, offer acceptance rate, eNPS — e come si leggono insieme.
A chi è rivolto
È un corso operativo, per chi deve rendere l’azienda attrattiva e ha bisogno di risultati misurabili:
- HR manager ed employer branding manager che devono costruire attrattività invece di rincorrere le singole ricerche.
- Responsabili comunicazione interna ed esterna, perché l’employer brand vive esattamente sul confine fra le due.
- Talent acquisition specialist che vedono i costi di recruiting crescere e vogliono agire sulla causa.
- Team HR, Comunicazione e Marketing insieme: è la formula che funziona meglio, perché nessuna delle tre funzioni possiede il tema da sola.
Non serve esperienza con l’intelligenza artificiale: gli strumenti si vedono in aula, applicati al vostro caso. Servono i permessi di gestione sulla Pagina aziendale e la disponibilità a guardare senza filtri che cosa dicono di voi le persone.
Il programma
Quattro blocchi da circa un’ora, alternando spiegazione, esempi ed esercizio pratico sulla vostra azienda. In ogni blocco l’AI entra con un compito specifico, non come tuttofare.
| Blocco | Che cosa si fa | Dove entra l’AI |
|---|---|---|
| 1. Da dove si parte Scenario e diagnosi |
Che cosa significa oggi employer branding e perché è diventata una priorità di business. Che cosa rende un’azienda attrattiva. Come si legge il punto di partenza: che cosa si dice di voi adesso. | Analisi del sentiment: che cosa emerge dai profili di chi ci lavora, dai contenuti pubblicati e dalle recensioni; confronto con i concorrenti sul mercato del lavoro. |
| 2. Che cosa dire I cinque pilastri e l’EVP |
I cinque pilastri dell’employer brand — purpose, people, pay, possibilities, place — e come si usano per costruire l’Employee Value Proposition. Il processo di employer branding su LinkedIn in cinque passi. | Costruzione dell’EVP a partire dalle parole delle persone che ci lavorano davvero, invece che dal linguaggio istituzionale: temi ricorrenti, differenze fra funzioni, punti di attrito. |
| 3. Dove dirlo Pagina Vita e piano editoriale |
La Pagina Vita come perno dell’employer brand: struttura, contenuti, tono. Il piano editoriale a novanta giorni: temi, formati, cadenza, voci coinvolte. L’integrazione con i siti di recensioni. | Generazione degli angoli di racconto per ciascun pilastro, riuso dei materiali interni già esistenti, adattamento dello stesso tema ai diversi formati. |
| 4. Come si misura Talent brand e KPI |
Dall’employer brand al talent brand: misurare il sentiment di chi vi guarda da fuori. Il cruscotto dei KPI e la revisione periodica. Come si presenta il ritorno dell’investimento alla direzione. | Lettura dei dati di Pagina e contenuti, sintesi dell’andamento del sentiment, individuazione dei temi che generano davvero candidature. |
I cinque pilastri dell’employer brand
Un’azienda attrattiva non lo è per un motivo solo, e quasi mai per quello che pensa. I cinque pilastri servono a fare un inventario onesto prima di decidere che cosa raccontare.
- Purpose — perché esiste questa azienda, al di là del prodotto. È il pilastro più citato e il più spesso raccontato male, perché si confonde con lo slogan.
- People — con chi si lavora: colleghi, capi, cultura reale delle riunioni e delle decisioni.
- Pay — retribuzione e benefit, detti con la trasparenza che il mercato ormai si aspetta.
- Possibilities — che cosa può diventare qui una persona: crescita, formazione, mobilità interna.
- Place — dove e come si lavora: sede, flessibilità, ritmi, strumenti.
L’esercizio più utile del corso è capire su quali due o tre pilastri siete davvero forti, e concentrare lì il racconto. Un employer brand costruito su un pilastro che non regge il primo giorno di lavoro non attrae talenti: li fa scappare dopo sei mesi, con un costo molto superiore a quello di una ricerca non riuscita.
Employer brand e AI: come vi descrivono gli assistenti
C’è un canale nuovo che quasi nessuna azienda presidia. Prima di candidarsi — o anche solo di rispondere a un recruiter — sempre più persone chiedono a un assistente conversazionale che cosa si sa di voi come datore di lavoro. E ottengono una risposta, costruita su quello che è pubblico e reperibile: il vostro sito carriere, la Pagina LinkedIn, le recensioni, gli articoli, i post delle persone che ci lavorano.
Quella risposta esiste già, che voi ve ne occupiate o no. In aula si va a vederla — letteralmente, chiedendo agli assistenti che cosa dicono della vostra azienda — e si ragiona su che cosa vada reso pubblico, chiarito o corretto perché racconti quello che volete raccontare voi.
È lo stesso lavoro che si fa per la visibilità di un brand commerciale nelle risposte generate, applicato però al mercato del lavoro: cambia il pubblico, non il metodo.
Le esercitazioni
Si lavora sulla vostra azienda, non su casi di scuola. Ogni esercizio produce qualcosa che potete usare il giorno dopo:
- Definisci l’Employee Value Proposition in un canvas, partendo dai cinque pilastri.
- Imposta o aggiorna la Pagina Vita della tua azienda.
- Crea il piano editoriale a novanta giorni per fare employer branding.
- Costruisci il cruscotto del talent brand con i KPI rilevanti per il vostro caso.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Nel corso l’AI viene usata in tre momenti distinti, con aspettative diverse per ciascuno.
- Nella diagnosi — per capire che cosa si dice oggi della vostra azienda, dove, e con quale tono; e per confrontarvi con chi vi contende le stesse persone.
- Nella costruzione del racconto — per far emergere l’EVP dalle parole di chi ci lavora e per generare gli angoli di racconto di ciascun pilastro.
- Nella misurazione — per rileggere i dati e capire quali temi generano davvero candidature, invece di quelli che generano solo reazioni.
Il confine qui è più netto che altrove: l’employer branding vive di autenticità, e un racconto generato senza radici nella realtà aziendale viene smentito dal primo dipendente che scrive un commento. L’AI aiuta a trovare le parole; le cose vere da dire le avete già, o non le avete.
Durata e modalità
Durata: circa quattro ore, in quattro blocchi da un’ora con esercitazioni pratiche.
Modalità: due versioni a scelta — in presenza, in una mezza giornata d’aula presso la vostra sede o in una sede concordata, oppure da remoto, in diretta, con materiali ed esercizi condivisi durante la sessione.
Serve: un computer, i permessi di gestione sulla Pagina aziendale e la disponibilità a guardare senza filtri che cosa dicono di voi le persone. Non è richiesta esperienza pregressa con gli strumenti di intelligenza artificiale.
Materiali inclusi: slide, il canvas dell’EVP, la checklist della Pagina Vita, il template di piano editoriale a novanta giorni, il cruscotto KPI e la libreria di prompt usata in aula.
Il docente
Leonardo Bellini, fiorentino di nascita e milanese d’adozione, si occupa di internet e comunicazione dal 1994. Ingegnere elettronico, con un Executive MBA al MIP — Politecnico di Milano, ha lavorato per quindici anni in aziende del settore internet e telecomunicazioni (Italtel, Omnitel, Vodafone, Matrix, Telecom Italia) occupandosi di marketing, sviluppo prodotti e business development.
Nel 2011 ha fondato DML — Digital Marketing Lab, che si ispira al modello dell’antica bottega fiorentina. Dal 2018 è professore a contratto all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove insegna nel Master in Comunicazione, Digital Marketing e Pubblicità Interattiva, e dal 2011 è docente in master di business school (IULM, LUISS, UPA) e università pubbliche (Milano-Bicocca, Udine).
Ha pubblicato oltre dieci libri su marketing digitale, social media e comunicazione online per editori come Hoepli, Lupetti, Bancaria Editrice e Dario Flaccovio; gli ultimi quattro sono dedicati a LinkedIn per il business, dal social selling al personal branding fino alla pubblicità. Ha condotto percorsi di formazione per manager e team di ENI, KPMG, Unipol, SACMI, 3M Italia, Roche Italia, Heineken e Legrand.
Metodo, non improvvisazione: quello che insegna in aula è lo stesso sistema che applica ogni giorno sui progetti dei clienti.
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- LinkedIn Profile Strategy con AI — edizione precedente — con le reader personas, la personalizzazione dell’immagine di sfondo e la costruzione del calendario editoriale.
Scopri gli altri corsi per HR Manager
Formazione in aula presso la vostra sede, oppure in diretta da remoto. Questi sono gli altri percorsi dedicati alle Risorse Umane, tutti aggiornati all’uso dell’intelligenza artificiale:
- LinkedIn per gli HR Manager — il percorso completo: tre moduli da circa quattro ore, recruiting, employer branding ed employee advocacy.
- LinkedIn Recruiter Training — quattro ore su ricerca, valutazione e ingaggio dei candidati.
- Employee Advocacy Training — quattro ore su social media policy, selezione dei partecipanti e KPI.
Oppure torna alla panoramica dei corsi LinkedIn per le Risorse Umane.