Il corso
Fare pubblicità su LinkedIn costa più che altrove e perdona molto meno gli errori di impostazione. Un targeting approssimativo, un’offerta debole o un budget spalmato male non producono risultati mediocri: producono spesa senza ritorno. In compenso, quando le tre variabili sono allineate, nessun altro canale permette di parlare con precisione a un pubblico professionale definito per ruolo, settore e azienda.
Questo corso serve a progettare una campagna con metodo, in una sessione operativa di circa quattro ore. Si parte da una domanda scomoda — per il tuo business ha davvero senso investire? — e si arriva a una campagna disegnata dall’obiettivo all’annuncio, con il piano di misurazione già impostato.
L’intelligenza artificiale entra dove fa risparmiare tempo vero: nella costruzione e qualificazione delle audience a partire dai clienti reali, nella produzione di varianti di copy e headline da testare, nella lettura dei risultati per capire quale combinazione sta reggendo. Quello che non fa è decidere l’offerta: quella nasce dalla conoscenza del mercato e resta la parte più difficile e più vostra.
Che cosa otterrai
- Una risposta onesta sul se: quattro requisiti preliminari per capire se le campagne LinkedIn hanno senso nel tuo caso — e quando la risposta è no.
- Una campagna progettata: obiettivo, audience, messaggio e offerta allineati, con il budget dimensionato su aspettative realistiche.
- Un lead generation form costruito in modo da portare contatti utilizzabili e non una lista che nessuno richiamerà.
- Le audience corrispondenti: come si costruiscono da contatti e aziende, e come si imposta il retargeting su chi ha già interagito.
- Annunci che funzionano: le best practice di copy e visual per i formati che contano.
- Un piano di misurazione: quali metriche guardare, ogni quanto, e quali soglie fanno fermare o rilanciare una campagna.
A chi è rivolto
È un corso operativo, per chi gestisce budget pubblicitari o deve decidere se allocarne:
- Marketing manager e responsabili marketing che devono giustificare l’investimento e capire che cosa aspettarsi.
- Digital advertising specialist abituati ad altre piattaforme, che vogliono capire perché su LinkedIn le stesse logiche non funzionano.
- Imprenditori e responsabili commerciali B2B che vogliono generare domanda qualificata e non solo traffico.
- Consulenti e agenzie che pianificano campagne per i clienti e cercano un framework di progettazione replicabile.
Non serve esperienza pregressa con Campaign Manager né con gli strumenti di intelligenza artificiale. Serve l’accesso a un account pubblicitario — anche senza campagne attive — e la conoscenza dei vostri clienti reali.
Il programma
Quattro blocchi da circa un’ora, alternando spiegazione, esempi ed esercizio pratico sul vostro caso. In ogni blocco l’AI entra con un compito specifico, non come tuttofare.
| Blocco | Che cosa si fa | Dove entra l’AI |
|---|---|---|
| 1. Se conviene Requisiti e passi preliminari |
I quattro requisiti che rendono sensato investire in campagne LinkedIn. Gli otto passi da compiere prima di aprire Campaign Manager: tracciamento, pagine di destinazione, offerta, allineamento con le vendite. | Analisi preliminare del mercato e dei concorrenti: chi sta già investendo sui vostri temi, con quali messaggi e su quale pubblico. |
| 2. La progettazione Obiettivo, audience, offerta |
Progettare la campagna con il LinkedIn Ads Canvas: obiettivo, pubblico e offerta su una pagina sola. Il modello AMO applicato al vostro caso. Come dimensionare il budget e che cosa aspettarsi da ciascun livello di spesa. | Costruzione del profilo di pubblico a partire dai clienti che avete già: settori, dimensioni, ruoli e segnali ricorrenti da tradurre in criteri di targeting. |
| 3. La costruzione Audience, form e annunci |
Creare e caricare audience corrispondenti da contatti e aziende. Impostare il retargeting. Costruire un lead generation form che non generi contatti inutili. Scrivere annunci: best practice di copy e visual. | Generazione di varianti di headline e testo per il test, adattamento del messaggio ai diversi segmenti di pubblico, bozze di visual e di script per i formati video. |
| 4. La misurazione Metriche, ritorno, ottimizzazione |
Quali metriche guardare e in quale ordine. Come ricostruire il ritorno di una campagna quando il ciclo di vendita è lungo. Quando fermare, quando rilanciare, quando cambiare offerta. | Lettura dei risultati per capire quale combinazione di audience, messaggio e offerta sta reggendo, e sintesi dei dati in indicazioni operative. |
Il modello AMO
Il cuore della progettazione è un modello semplice e severo: una campagna funziona quando Audience, Message e Offer sono coerenti fra loro. Se una delle tre è debole, le altre due non la compensano — e quasi sempre il pezzo debole è l’offerta, non il targeting.
- Audience — a chi state parlando davvero, definito per ruolo, settore, dimensione e momento, non per genericità demografica.
- Message — che cosa dite a quelle persone, in un linguaggio che riconoscono come loro e non come vostro.
- Offer — che cosa chiedete in cambio e che cosa date: la parte che decide se qualcuno compila un form oppure scorre via.
AMO è un framework di AJ Wilcox / B2Linked. In aula lo applichiamo al vostro caso insieme al LinkedIn Ads Canvas, che tiene tutta la progettazione su una pagina sola: obiettivo, pubblico, offerta, formato, budget e metriche di controllo.
Le esercitazioni
Si lavora sul vostro caso, non su esempi di scuola. Ogni esercizio produce qualcosa che potete usare il giorno dopo:
- Effettua il test preliminare: i quattro requisiti applicati al tuo business, con una risposta motivata sul se investire.
- Progetta la tua campagna con il LinkedIn Ads Canvas: obiettivo, audience, messaggio, offerta, budget.
- Crea un lead generation form e ragiona su quali campi chiedere e quali no.
- Costruisci un’audience corrispondente e imposta una campagna di retargeting sulle persone che hanno già interagito.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Nel corso l’AI viene usata in tre momenti distinti, con aspettative diverse per ciascuno.
- Nella definizione del pubblico — per ricavare il profilo di cliente ideale dai dati dei clienti che avete già e tradurlo nei criteri di targeting disponibili sulla piattaforma.
- Nella produzione creativa — per generare in fretta le varianti di copy, headline e visual necessarie a un test serio, invece di lanciare una campagna con un solo annuncio.
- Nella lettura dei risultati — per riconoscere quale combinazione di audience, messaggio e offerta sta funzionando, e trasformarlo in una decisione sul budget della settimana successiva.
Il confine è netto: l’AI accelera l’esecuzione e la lettura dei dati, ma non conosce il vostro mercato e non può costruire un’offerta credibile. Una campagna con creatività generate e offerta debole spende più in fretta, non converte di più.
Durata e modalità
Durata: circa quattro ore, in quattro blocchi da un’ora con esercitazioni pratiche.
Modalità: due versioni a scelta — in presenza, in una mezza giornata d’aula presso la vostra sede o in una sede concordata, oppure da remoto, in diretta, con materiali ed esercizi condivisi durante la sessione.
Serve: un computer e l’accesso a un account Campaign Manager, anche senza campagne attive. Non è richiesta esperienza pregressa con gli strumenti di intelligenza artificiale.
Materiali inclusi: slide, il LinkedIn Ads Canvas, la checklist degli otto passi preliminari, il template di piano di misurazione e la libreria di prompt usata in aula.
Il docente
Leonardo Bellini, fiorentino di nascita e milanese d’adozione, si occupa di internet e comunicazione dal 1994. Ingegnere elettronico, con un Executive MBA al MIP — Politecnico di Milano, ha lavorato per quindici anni in aziende del settore internet e telecomunicazioni (Italtel, Omnitel, Vodafone, Matrix, Telecom Italia) occupandosi di marketing, sviluppo prodotti e business development.
Nel 2011 ha fondato DML — Digital Marketing Lab, che si ispira al modello dell’antica bottega fiorentina. Dal 2018 è professore a contratto all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove insegna nel Master in Comunicazione, Digital Marketing e Pubblicità Interattiva, e dal 2011 è docente in master di business school (IULM, LUISS, UPA) e università pubbliche (Milano-Bicocca, Udine).
Ha pubblicato oltre dieci libri su marketing digitale, social media e comunicazione online per editori come Hoepli, Lupetti, Bancaria Editrice e Dario Flaccovio; uno degli ultimi è dedicato proprio alla pubblicità su LinkedIn. Ha condotto percorsi di formazione per manager e team di ENI, KPMG, Unipol, SACMI, 3M Italia, Roche Italia, Heineken e Legrand.
Metodo, non improvvisazione: quello che insegna in aula è lo stesso sistema che applica ogni giorno sui progetti dei clienti.
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- LinkedIn Outreach Strategy con AI — il processo di contatto in cinque passi: buyer personas, analisi dei profili, messaggi personalizzati e follow-up. Il complemento organico alle campagne, quando i lead vanno lavorati uno a uno.
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