Linkedin Content marketing: 9 punti da considerare

Premessa

Questo post sintetizza alcuni dei punti che ho esposto durante il recente  Webinar dal titolo “Content Marketing su LinkedIn” che ho tenuto insieme ad Alessio Beltrami, esperto di content marketing e Fondatore di Content Marketing Italia.

Ecco le mie risposte.

Tre Cose da fare (o da pensare) prima di partire

1. Parti dal tuo Profilo,  dai tuoi obiettivi, dalle tue competenze ed esperienze
A differenza degli altri Social network su LinkedIn ogni contenuto che pubblichi riporta  al tuo profilo. Sii coerente e focalizzato tra gli argomenti e il focus dei contenuti che pubblichi su LinkedIn e quanto si evince dal tuo Profilo.

Se il tuo obiettivo è dimostrare le tue competenze in disegno industriale per attirare aziende di styling definisci una strategia editoriale che esalti le tue competenze che sia coerente con il tuo profilo.

Non solo: i tuoi contenuti recenti (es. i  tuoi 3 ultimi Post lunghi) saranno visibili all’interno del tuo Profilo. Sii coerente rispetto a quanto hai scritto (Qualifica, Riepilogo, Competenze, etc.)

2. Pensa al tuo cliente ideale

 

  • A quali contenuti è maggiormente interessato?
  • Quali contenuti riterrà utili?
  • Quali problemi andrai a risolvere?
  • Se sei una grande azienda potresti segmentare la tua audience (e pubblicare contenuti in base alle Personas)
  • Analizza le discussioni che avvengono nei gruppi frequentati dai tuoi prospect. Leggi i loro post, immaginati di dare risposte alle loro domande, agli interrogativi che più frequentemente emergono nelle discussioni cui partecipano.
3.  Definisci un tua strategia editoriale (creation & curation)
A differenza di altri social network, mostra la tua expertise. Scrivi su ciò che conosci bene, di cui sei esperto. Questa è una delle regole auree  per scrivere post efficace.

Tre consigli per migliorare il tuo content marketing

1.  Crea un’abitudine, un appuntamento con la tua audience.
Se scegli di pubblicare per esempio  2 post alla settimana, sii fedele a questo appuntamento.  Puoi pensare anche a creare delle rubriche. Sperimenta, usa i video, crea infografiche, testa nuovi formati.
2. Valuta la possibilità di scrivere post lunghi
I Post pubblicati su LinkedIn Publisher, sono indicizzabili e visibili anche al di fuori di LinkedIn, a differenza degli status update. Sono  inoltre visibili all’interno del tuo Profilo, sono lo strumento migliore per rafforzare il tuo professional branding. Ti permettono di passare dalla fase dell’awareness (so che esisti) alla fase di interesse e considerazione (puoi fare qualcosa per me).
3. Pubblicare su LinkedIn non basta
Se scrivi un post lungo, ricordati di condividerlo anche all’esterno (Facebook e Twitter). Coinvolgi influencer (mediante citazioni), condividi il tuo contenuto all’interno dei gruppi. Circa la metà del traffico e delle condivisioni del tuo post lungo avviene fuori da LinkedIn, soprattutto su Facebook.

Cosa misurare e perché

1. Scegli metriche azionabili
In generale Scegli le metriche che siano azionabili. ossia che ti aiutino a prendere delle decisioni, a cambiare per esempio, formato o tono di voce, o focus. Per esempio misura quanto incide la lunghezza, l’uso dei video nei post, la scelta delle parole chiave del titolo in termini di traffico generato e conversioni.
2. Scegli metriche in base  ai tuoi obiettivi.

Brand awareness, Professional Branding, Lead generation o lead nurturing? Associa un obiettivo specifico a ciascun contenuto che pubblichi.

Per brand awareness:

– tasso di crescita di visualizzazioni del profilo
– qualità della audience che attiri
Per Professional branding:
– Commenti e citazioni da  influencer
– numero di commenti e condivisioni dei tuoi post lunghi
– livello di attività generata dai tuoi status update e dalle presentazioni slideshare
Per Lead generation:
– traffico sul tuo sito proveniente da LinkedIn (lo puoi tracciare con URL personalizzati, oppure Google Analytics…)
Per lead nurturing:
– engagement da  prospect che già ti seguono e leggono i tuoi contenuti abitualmente (potresti verificare se sono anche iscritti alla tua newsletter)
3. Scegli metriche in base al funnel.
Per ogni stadio del tuo funnel, puoi considerare metriche diverse:
  • Reach: quanti leggono i tuoi post? Quanti visualizzano il tuo Profilo? Esiste una correlazione positiva tra il tuo livello di attività e la visibivlità raggiunta?
  • Engage: quanti e chi interagisce con i tuoi contenuti?
    Il loro profilo professionale (funzione aziendale, settore, seniority, dimensione azienda) coincide con il tuo interlocutore ideale?
  • Convert: quanti cliccano e atterrano alla tua landing page?
    Quanti si iscrivono alla tua newsletter e diventano tuoi clienti?

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