LinkedIn Profile: il potere della tua foto

Premessa

Ti sembrerà strano ma ancora non tutti hanno colto fino in fondo l’importanza che può rivestire la scelta della tua foto su LinkedIn. Prima di entrare nel merito su come scegliere la vostra foto, quali criteri adottare e  cosa può implicare (gli effetti di una foto sbagliata sono errori che non si perdonano in fretta),  ecco un breve ripasso a quei pochi che ancora non hanno deciso di inserire la propria foto, per incoraggiarvi a inserire la vostra foto qui sul Profilo LinkedIn.

Perché la foto del tuo profilo  è importante

1. Non avere una foto, o una foto sbagliata,  è uno dei motivi per cui le vostre  richieste di collegamento non saranno accettate (leggi il mio ultimo post in proposito)

2. Se non hai una foto professionale non sei credibile, riconoscibile e nemmeno autorevole. La tua foto è un elemento chiave su cui costruire la tua immagine e reputazione, su cui basare il tuo Personal brand.

3. Se sei in cerca di lavoro, i selezionatori passano 1/5 del loro tempo sul Profilo a notare e valutare la tua foto. La brutta  prima impressione che dai se non hai una foto sarà difficilmente recuperabile in altro modo.

4.  se non hai ancora caricato una foto sarai penalizzato nelle classifiche e nei risultati delle ricerche  su LinkedIn; avere  inserito la proprio foto è infatti un requisito fondamentale per raggiungere il 100% di Efficacia massima (Profile Strength)

Come scegliere la tua foto per LinkedIn

Qui si abbandona il campo della pura ragione per entrare nel campo della neuro scienza e del neuro marketing , della psicologia e del marketing persuasivo.  La domanda  di base è capire in che modo la tua foto può contribuire ad  affermare la tua identità e a rafforzare il tuo personal brand.

Le scimmie e le noccioline

Un mio vecchio capo soleva dire: “if you pay peanuts you get monkeys“. Se ti presenti male, se  appari trasandato, sciatto, disordinato, non professionale, attirerai persone non professionali, altrettanto sciatte e trasandate. In altre parole: “raccogli quel che semini”.

A meno che tu non sia un artista, o un noto eccentrico che ha costruito anche grazie a un dettaglio (un ciuffo, un cappello, un colore, un paio di occhiali…) la sua forza e riconoscibilità, la tua foto contribuisce in maniera immediata alla costruzione della tua reputazione, del tuo Personal brand Positioning.  Quindi:

la tua foto dovrebbe rispecchiare il tipo di persone con cui desideri interagire, con cui vuoi lavorare.

Immagina, puoi

Se il tuo cliente ideale è un banchiere della City,  o un Executive Officer quale look o foto pensi che potrebbe maggiormente apprezzare? E  se il tuo cliente ideale fosse uno Startupper? O un gelataio o un Profumiere? O una persona che viene in palestra in cerca di un Personal trainer? O un Selezionatore?

Spendi 5 minuti a immaginare situazioni e scenari anche molto lontani dal tuo, per esercitarti a metterti nei panni di interlocutori a cui di solito non pensi.

Questione di feeling

Quali sensazioni esprime la tua foto? Durezza, professionalità, freschezza, serenità, fiacchezza, superficialità? E le sensazioni, i feeling che genera sono coerenti che il tuo posizionamento, con la tua proposta di valore?

Chi vede la tua foto pensa che tu sia un professionista o un hobbista?  Non necessariamente significa che tu debba essere in giacca e cravatta, vestito di tutto punto.

Ecco la parola chiave è Coerenza. La tua foto dovrebbe essere coerente con il tuo ruolo, esprimere la tua identità, rafforzare la tua proposta di valore.

Questo è la foto di Diego Spagnoli,   Production Stage Manager di Vasco Rossi in Tour. E’ coerente con il suo lavoro, con la sua headline. 

“Leonardo, da quando ho cambiato la mia foto su LinkedIn è cambiato tutto; ricevo molte più visite email e richieste di contatto”,  mi diceva l’altro giorno un mio amico.

la foto del tuo Profilo dovrebbe essere coerente con i tuoi valori, il tuo brand e il tuo scopo su LinkedIn oltre che essere affine al mondo del  tuo cliente ideale 

I colori contano

La tua foto deve colmare quel gap, quella distanza tra te  e il tuo interlocutore, deve creare quel legame, quella connessione emozionale con il tuo interlocutore, con la persona che ti sta guardando e sta pensando se tu fai al caso suo.  Qual è il colore che indossi nella tua foto? Indossi un vestito smorto o dai colori sgargianti, accesi? Un verde pallido o un blu elettrico?

Per colpire l’attenzione dei tuoi clienti futuri i colori accesi ti fanno emergere dalla folla dei grigi pallidi, dalle nebbie dei pastelli morti o degli acquarelli sbiaditi.
L’abito fa il monaco, che ci piaccia o no; e il colore e la foggia dell’abito contano.
  Anche se il tuo colore preferito è il bianco o il nero su LinkedIn non ti aiutano a distinguerti.  A meno tu non scelga per una foto davvero in primo piano, stile foto-tessera, dove si vede solo il tuo volto e i tuoi capelli.

Le foto che risaltano di più sono quelle in cui indossi abiti con colori brillanti.

Se  sei una donna, è inutile dirlo, sei avvantaggiata.

A due passi da te

Anche la distanza conta, una foto bella ma troppo piccola, o a  bassa risoluzione mentre arrivavi stanco ma felice alla maratona, può essere la copertina del tuo prossimo album dei ricordi ma forse non va  bene sul tuo profilo professionale su LinkedIn.

Se ti vuoi proporre come Speaker e Formatore e vuoi mettere la tua foto all’ultimo Mashable Day assicurati che ti si veda bene, che tu sia riconoscibile.

Questa foto del mio amico Enrico è azzeccata, enfatizza la sua attività di Speaker, anche se è leggermente distante.

La tua foto dovrebbe essere da vicino, ad alta risoluzione, devi essere più che riconoscibile.

I consigli di  Guy Kawasaki

Ecco alcuni suggerimenti di Guy Kawasaki,  coautore del libro “the art of social media” da cui sono tratti i seguenti suggerimenti:

  • Foto non frontale ma obliqua
  • La luce di fronte
  • Gli occhi ai 2/3 della foto
  • Scegli una foto grande (almeno 600 px di larghezza)
  • Usa sempre la stessa foto per tutti i tuoi profili Social

Smile

Sembrerà una banalità ma il consiglio è quello di sorridere, di mostrarsi aperto, magari anche un po’ sbarazzino, se è coerente con il tuo ruolo. Per esempio a me la foto di Barbara Trotta piace, comunica.

Conclusioni

  • la foto deve  riflettere con cui desideri entrare empaticamente in contatto
  • è determinante che sia coerente con il tuo posizionamento, il tuo ruolo e la tua proposta di valore, descritta nella qualifica
  • la scelta della posizione, del contesto, dell’atteggiamento (serio o sorridente) influenza moltissimo come sarai percepito ed etichettato da chi ti sta guardando
  • Chiediti se la tua foto ti rappresenta veramente, se genera empatia e al contempo professionalità
  • E mi raccomando: non farla con gli occhiali da sole. A meno che non lavori in Luxottica 🙂

Stay tuned. Alla Prossima!

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