Molto spesso le aziende quando pensando alla propria strategia di comunicazione aziendale su LinkedIn si concentrano solo sulla pagina aziendale (LinkedIn Page). A mio avviso si dovrebbe ragionare in termini di ecosistema di comunicazione su LinkedIn e contemplare una combinazione di presenze aziendali sotto forma di:
- Pagina aziendale
- Eventuali pagine vetrina
- Uno o più Gruppi LinkedIn
- Profilo individuale del CEO
- Profili individuali di Ruoli chiave e Spoke People aziendali
- Profili individuali dei dipendenti
1. Definisci la tua architettura digitale su LinkedIn
Per creare tale architettura occorre:
- aver definito obiettivi chiari per la comunicazione aziendale su LinkedIn
- aver definito ruoli e responsabilià in termine di ownership: chi gestirà la pagina aziendale o eventualmente i Gruppi?
- aver definito una strategia editoriale su cui poi sviluppare una pianificazione editoriale su LinkedIn
- aver definito una LinkedIn Policy per dare ai dipendenti strumenti e linee guida e per incoraggiarli a contribuire alla diffusione dei contenuti pubblicati sulla Pagina aziendale (Employee engagement)
2. Identifica gli obiettivi aziendali su LinkedIn
Prima di tutto devono essere chiari i macro obiettivi, strategici e di lungo periodo, che la tua azienda desidera raggiungere tramite LinkedIn. Alcuni esempi:
- Incrementare la notorietà del Brand (Brand awareness)
- Generare contatti qualificati (lead generation)
- Avvicinare e fidelizzare clienti esistenti (customer engagement)
- rendere attrattiva l’azienda in quanto datore di lavoro (Employer Branding)
- Affermare la propria leadership di pensiero in termini di apertura, innovazione, strategie di people development etc., (Thought Leadership)
- favorire la registrazione ad eventi come Workshop, seminari o webinar (Events Registration)
3. Stabilisci l’ownership della LinkedIn Page
In base alla scelta degli obiettivi macro per la tua presenza aziendale su LinkedIn darai il timone in mano al Marketing, alla Comunicazione o alle Risorse Umane.
Tutte e tre queste funzioni aziendali possono concorrere a creare contenuti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi.
4. Definisci la strategia editoriale
Identifica le macro-categorie su cui svilupperai il tuo Piano editoriale su LinkedIn.
Comprendi se ha senso creare delle sottopagine, le Pagine Vetrina, per canalizzare interesse verso temi specifici per raggiungere audience specifiche o nicchie di utenti/clienti
Elenca 5-7 macro-categorie, associa a ciascuna di esse uno o più hashtag che userai per classificare tali argomenti
Stabilisci poi:
- frequenza e orario di pubblicazione. LinkedIn suggerisce la pubblicazione di 1 company update al giorno
- il content mix. LinkedIn suggerisce di alternare la tipologia e il formato editoriale dei Post
5. Crea il Piano editoriale per LinkedIn
Usa strumenti di Social media publishing per pianificare e condividere i tuoi post sulla Pagina aziendale, all’interno dei Gruppi e sui profili individuali (CEO, Spoke People, Social seller etc.).
Nella pianificazione tieni conto e testa l’efficacia in termini di engagement associato ai differenti tipologie di post:
- Post testuali
- Post con immagini (una o carosello di immagini)
- Post con link esterni
- Post basati su video nativi
6. Sponsorizza alcuni post della Pagina aziendale
Sopratutto in una fase iniziale o comunque per accelerare la crescita dei Follower aziendali, ti consiglio di affiancare la pubblicazione dei post organici con la sponsorizzazione di alcune post mediante campagne a Pagamento (Sponsored Content). Potresti sponsorizzare:
- un evento per i tuoi prospect
- l’iscrizione a un webinar
- il download di un ebook
- un video tutorial per raggiungere un’audience specifica
7. Segui le Best Practice editoriali
Nella puntata ti descrivo alcune best practice editoriali per creare post coinvolgenti, ad elevato engagement:
- Mantieni i post brevi
- Segui la regola 4-1-1
- Usa link con codice di tracciamento nei tuoi link post
- Testa ogni elemento
- Alterna contenuti organici a campagne a pagamento
- Metti in primo piano i company update
- Cura la parte visuale
In generale considera un giusto mix tra contenuti rielaborati da terze parti (Content curation) rispetto a contenuti originali (content creation). Considera anche un giusto mix tra contenuti educational e contenuti associati al brand o all’azienda (Branded content)


