Interessi su LinkedIn: perché curarli e come rimetterli in ordine

Quello che segui racconta il tuo mondo professionale e decide che cosa vedi nel feed. Come rimettere in ordine la sezione in mezz'ora.
Interessi su LinkedIn: perché curarli e come rimetterli in ordine

È l’ultima sezione del profilo, quella che quasi nessuno apre e nessuno cura: raccoglie le aziende, le persone, i gruppi, le newsletter e le scuole che segui. Sembra un dettaglio amministrativo, e invece è un segnale — su quello che ti interessa e su quello che vedi ogni giorno.

Vale la pena guardarla per due motivi diversi, che spesso vengono confusi: quello che gli altri leggono quando la aprono, e quello che tu leggi ogni volta che apri LinkedIn.

Che cosa comunica agli altri

Chi arriva sul tuo profilo e scorre fino in fondo trova l’elenco di ciò che segui. È una fotografia involontaria del tuo mondo professionale, e viene letta come tale: dimmi chi segui e ti dirò di che cosa ti occupi.

Un elenco coerente — i riferimenti del tuo settore, le aziende con cui lavori o vorresti lavorare, le pubblicazioni verticali — rafforza il posizionamento senza che tu debba dichiararlo. Un elenco casuale, con dentro un po’ di tutto, comunica dispersione.

C’è anche un effetto meno ovvio: gli interessi in comune sono un appiglio relazionale. Quando due persone seguono la stessa newsletter o lo stesso gruppo, quella è la cosa più naturale da citare in un primo messaggio — molto meglio di un complimento generico.

Che cosa comunica all’algoritmo, e a te

La seconda funzione è quella che ha effetti concreti tutti i giorni: quello che segui determina quello che vedi. Il feed non è una finestra neutra sul mondo, è il risultato delle scelte che hai fatto — spesso senza farci caso, cliccando «segui» qui e là negli anni.

Ed è il motivo per cui molte persone dicono che «su LinkedIn non c’è niente di interessante»: hanno un feed costruito per sedimentazione, non per scelta. Rimettere mano agli interessi è il modo più rapido per cambiare la qualità di ciò che leggono.

Un effetto collaterale utile: seguire in modo coerente aiuta anche LinkedIn a capire di che cosa ti occupi, e quindi a mostrare i tuoi contenuti a persone del tuo ambito.

Come si mette in ordine, in mezz’ora

  1. Apri l’elenco di chi segui — persone, aziende, gruppi, newsletter, hashtag — e guardalo con onestà. Quasi sempre c’è dentro molto materiale di dieci anni fa.
  2. Togli quello che non c’entra più. Smettere di seguire non è un gesto ostile e non genera notifiche.
  3. Aggiungi i riferimenti del tuo campo: le tre o quattro persone che dicono cose che ti fanno pensare, le aziende del tuo mercato, i clienti attuali e quelli che ti interessano.
  4. Iscriviti a due o tre newsletter verticali. Le newsletter di LinkedIn arrivano con una notifica, quindi vengono lette davvero: due o tre buone valgono più di dieci mai aperte.
  5. Verifica i gruppi. Molti sono cimiteri o bacheche di annunci. Quelli attivi, dove si discute, sono rari e vale la pena tenerli.

Seguire i clienti e i potenziali clienti

C’è un uso pratico di questa sezione che riguarda chi fa vendita o sviluppo commerciale. Seguire le aziende con cui vuoi lavorare significa vedere i loro aggiornamenti nel feed: cambi di organizzazione, nuove assunzioni, iniziative, annunci.

Sono le stesse informazioni che gli strumenti a pagamento organizzano meglio, ma la versione gratuita esiste e nessuno la usa. Non richiede nulla se non decidere chi seguire e guardare ogni tanto.

Prima e dopo

Prima. Un elenco stratificato negli anni: qualche testata generalista, due aziende in cui non lavori più, alcuni gruppi inattivi iscritti nel 2015, personaggi seguiti per curiosità. Il feed restituisce di conseguenza un miscuglio che non serve a niente.

Dopo. Trenta voci scelte: i riferimenti del settore, le aziende del mercato in cui lavori, tre newsletter verticali, due gruppi attivi. Il profilo comunica un focus e il feed diventa una fonte di spunti invece che rumore.

Gli errori più comuni

  • Seguire tutto senza criterio. Il costo non è visibile subito: si paga con un feed inutilizzabile.
  • Non rivedere mai l’elenco. Un profilo che segue ancora il settore di due lavori fa racconta una persona che non esiste più.
  • Restare in gruppi morti. Non danneggiano, ma occupano lo spazio mentale della sezione.
  • Confondere il seguire con il collegarsi. Sono due cose diverse: puoi seguire chiunque senza chiedere il collegamento, e in molti casi è la scelta più sensata.
  • Ignorare completamente la sezione. È l’errore più diffuso, ed è quello che rende il feed un posto noioso.

La checklist

  1. Le aziende e le persone che segui sono coerenti con il tuo settore.
  2. Ci sono i clienti attuali e quelli che ti interessano.
  3. Due o tre newsletter verticali, non dieci.
  4. Solo gruppi in cui si discute davvero.
  5. Niente residui di percorsi professionali chiusi.
  6. Una revisione ogni sei mesi circa.

Le tre mosse, in ordine

Uno: apri l’elenco di ciò che segui e togli quello che non c’entra più con il tuo lavoro. Due: aggiungi i riferimenti del tuo campo, le aziende che ti interessano e due newsletter verticali. Tre: rimettici mano ogni sei mesi, come si fa con una libreria.

Gli interessi sono l’ultima delle nove sezioni che compongono un profilo efficace. Il quadro d’insieme — copertina, foto, sommario, URL personalizzato, sezione Informazioni, esperienze, competenze, referenze e Open to work — è in Profilo LinkedIn: la guida completa per ottimizzarlo.

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