È lo spazio più grande del tuo profilo LinkedIn ed è anche il più sprecato: nella maggior parte dei casi contiene ancora lo sfondo azzurro predefinito. Eppure è il primo elemento visivo che chi arriva sul profilo incontra, prima della foto e prima di qualunque parola scritta.
Il modo utile di pensarla è questo: la copertina è la parte alta di una landing page, non una decorazione. In tre secondi può dire a chi ti rivolgi, che risultato porti e perché fidarsi. Oppure non dire niente.
Che dimensioni deve avere la copertina LinkedIn
La misura da usare è 1584 × 396 pixel, in formato PNG o JPEG, con un peso massimo di 8 MB. Fin qui è la parte facile, e la trovi scritta ovunque.
La parte che quasi nessuno considera è che quell’immagine non viene quasi mai vista intera. Su smartphone i bordi laterali vengono tagliati, e in basso a sinistra la foto profilo copre un angolo consistente del banner. Se metti lì il logo o il numero di telefono, semplicemente spariscono.
Da qui la regola pratica: tieni tutto ciò che conta — testo, logo, dati — nella fascia centrale, lasciando respiro ai margini. E prima di pubblicare guarda il risultato dal telefono, non dal monitor su cui l’hai disegnato. È un controllo di trenta secondi che evita l’errore più comune.
Cosa mettere nella copertina LinkedIn
Qui si gioca la differenza fra un profilo curato e un profilo che lavora. Un tramonto o una skyline sono gradevoli e non comunicano nulla. Gli elementi che invece fanno la differenza sono tre, e stanno tutti insieme senza affollare.
- Una proposta di valore chiara. Una frase, non uno slogan: a chi ti rivolgi e quale risultato porti. «Aiuto le PMI manifatturiere a ridurre i costi di produzione» funziona; «Innovazione e passione» no. Deve restare leggibile su uno schermo da sei pollici, quindi corta e con un corpo grande.
- Un elemento di prova. Un logo cliente, un riconoscimento, un numero verificabile, la copertina di un libro che hai scritto. È il pezzo che sposta la credibilità prima ancora che qualcuno legga il sommario, ed è quello che quasi nessuno inserisce.
- Un’indicazione di dove andare. L’indirizzo del sito, il nome di un evento, un invito a scrivere. Non è un pulsante — LinkedIn non lo rende cliccabile — ma orienta lo sguardo verso il passo successivo.
Un principio di sobrietà vale più di qualunque elenco: tre elementi ben disposti valgono più di sette schiacciati insieme. Se guardando il banner per due secondi non capisci di che cosa si occupa quella persona, è troppo pieno.
Un ultimo criterio, spesso sottovalutato: la coerenza cromatica con il resto della tua presenza. Se il tuo sito, le tue slide e i tuoi contenuti usano una palette, usala anche qui. Chi ti incontra in tre posti diversi deve avere la sensazione di incontrare la stessa persona.
Che cosa mettere se non hai clienti da mostrare
L’obiezione più frequente è: «io non ho loghi né numeri». Succede spesso, e la risposta cambia a seconda di dove sei.
- Sei un dipendente e non vendi nulla. Il banner può raccontare il tuo campo, non la tua offerta: la tecnologia su cui lavori, il settore, una frase che dice che problema ti interessa risolvere. Serve a far capire di che cosa parlerai quando pubblichi.
- Stai cercando lavoro. Qui la copertina è uno degli spazi più utili e meno usati: due o tre righe che dicono che ruolo cerchi, con quali competenze e in quale area. Chi apre il tuo profilo dopo aver visto la cornice «Open to work» trova subito la risposta.
- Sei all’inizio come libero professionista. Al posto dei loghi funzionano il metodo, la specializzazione o la formazione: «Controllo di gestione per PMI manifatturiere» dice più di tre clienti generici.
- Rappresenti anche l’azienda. Attenzione a non trasformare il profilo in una seconda Pagina aziendale: il banner può richiamare i colori e un elemento dell’identità, ma il protagonista resti tu. Per l’azienda esiste la Pagina.
Come si cambia l’immagine di copertina su LinkedIn
Da desktop: apri il tuo profilo, clicca sull’icona della fotocamera in alto a destra nell’area della copertina, carica il file e regola l’inquadratura prima di salvare. Da app la sequenza è la stessa, si parte toccando l’immagine di sfondo.
Due accortezze: carica il file già alla misura giusta invece di affidarti al ritaglio automatico, e verifica subito il risultato su mobile. LinkedIn mostra un’anteprima, ma l’unica prova attendibile è aprire il profilo dal telefono come lo vedrebbe un altro.
Prima e dopo: che cosa cambia davvero
Prima. Sfondo azzurro predefinito. Nessun messaggio, nessun elemento visivo. Il profilo comunica, senza volerlo, che l’account non è curato: la stessa impressione di un negozio con la vetrina vuota.
Dopo. Un banner con una frase che dichiara chi aiuti e a fare cosa, tre loghi di clienti sulla destra e l’indirizzo del sito in basso al centro. In tre secondi chi è arrivato sa dove si trova e ha un motivo per continuare a leggere.
Non è una questione estetica. È che il visitatore, in quei tre secondi, sta decidendo se scorrere o tornare indietro.
Gli errori più comuni
- Lasciare lo sfondo predefinito. È il più diffuso e il più costoso: butti via lo spazio più grande che hai.
- Testo minuscolo o schiacciato ai bordi. Illeggibile su mobile, cioè dove ti guardano quasi tutti.
- Elementi importanti in basso a sinistra. Li copre la foto profilo.
- Il collage. Sei loghi, quattro frasi e una foto: il risultato è che non si legge niente.
- Immagini a bassa risoluzione. Un banner sgranato comunica sciatteria più di quanto il contenuto comunichi competenza.
- Non aggiornarlo mai. Se l’offerta cambia e il banner resta quello di tre anni fa, sta raccontando un’altra azienda.
La checklist prima di pubblicare
- File a 1584 × 396 px, PNG o JPEG, sotto gli 8 MB.
- Elementi chiave nella fascia centrale, margini liberi.
- Proposta di valore leggibile da smartphone.
- Almeno un elemento di prova: logo, dato o riconoscimento.
- Colori coerenti con il resto della tua presenza online.
- Verificato sul telefono prima di considerarlo finito.
Le tre mosse, in ordine
Uno: progetta il banner a 1584 × 396 px tenendo tutto il contenuto utile al centro. Due: inserisci una proposta di valore e un elemento di prova, e resisti alla tentazione di aggiungere il resto. Tre: controlla la resa su mobile, pubblica, e rimettilo in discussione ogni volta che cambia quello che offri.
La copertina è la prima delle nove sezioni che compongono un profilo efficace. Il quadro d’insieme — foto, occhiello, URL personalizzato, sommario, esperienze, competenze, referenze e Open to work — è in Profilo LinkedIn: la guida completa per ottimizzarlo.


