C’è una pagina che quasi tutti i potenziali clienti leggono e quasi nessuna azienda cura: la sezione Informazioni della Pagina LinkedIn.
Viene letta in due momenti precisi, entrambi decisivi. Prima di una call, da chi vuole capire con chi sta per parlare. E dopo aver visto un post, da chi si è incuriosito e vuole sapere chi c’è dietro. In tutti e due i casi la persona sta decidendo se valga la pena andare avanti.
Nella maggior parte dei casi trova un paragrafo copiato dal sito nel 2019, scritto in terza persona, con dentro la parola “leader”.
Le cinque domande a cui deve rispondere
Cosa fate, in una riga comprensibile a chi non è del settore?
La prima frase è quella che compare nell’anteprima, ed è l’unica che molti leggeranno. Se comincia con “Fondata nel 1987, l’azienda opera nel settore…” l’hai persa.
Per chi?
Il destinatario nominato esplicitamente vale più di qualsiasi aggettivo. “Lavoriamo con aziende manifatturiere dai 50 ai 500 dipendenti” fa capire più di mezza pagina di descrizione, e ha il vantaggio di escludere chi non serve.
Perché voi e non un altro?
Qui serve qualcosa di verificabile. Un numero, un ambito di specializzazione ristretto, una scelta insolita. “Qualità, innovazione e attenzione al cliente” non è una risposta: è l’assenza di una risposta.
C’è qualcosa che si ricorda?
Un dato proprio, un nome di metodo, una frase che non potrebbe scrivere un concorrente. Una sola cosa basta.
Cosa deve fare chi ha finito di leggere?
Quasi nessuna Pagina lo dice. Una riga finale con l’azione concreta — la risorsa da scaricare, la pagina da visitare, la persona da contattare — è il pezzo che manca più spesso.
Tre errori che si ripetono ovunque
La terza persona. “L’azienda si propone come partner” è il registro dei comunicati stampa. LinkedIn è una conversazione: la prima persona plurale funziona meglio ed è più facile da leggere.
Il paragrafo unico. Dieci righe compatte non le legge nessuno da telefono. Tre blocchi brevi con una riga bianca in mezzo cambiano il tasso di lettura più di qualsiasi riscrittura.
Le parole chiave accumulate. La sezione Informazioni è indicizzata e conviene che contenga i termini con cui vieni cercato, ma elencarli non aiuta: vanno usati dentro frasi che una persona leggerebbe volentieri.
Come riscriverla in quaranta minuti
Prendi la versione attuale. Cancella la prima frase — quasi sempre è riscaldamento. Sostituiscila con cosa fate e per chi, in una riga. Poi aggiungi un blocco con l’elemento verificabile che vi distingue, e chiudi con l’azione. Rileggi da telefono.
Non serve di più. Serve farlo.
Valutare il testo della propria azienda è difficile quanto valutare il proprio profilo, per la stessa ragione: conosci il contesto e riempi mentalmente i vuoti che un estraneo vede. LinkedIn Page Analyzer analizza la sezione Informazioni sulle cinque dimensioni, ordina le raccomandazioni per impatto e propone bozze di testo copiabili, così il lavoro parte da una versione già strutturata invece che dal foglio bianco.
Se la revisione della Pagina fa parte di un ripensamento più ampio della presenza aziendale, il contesto giusto è il percorso di content marketing per la Pagina LinkedIn.
Domande frequenti
Quanto deve essere lunga?
Fra le 120 e le 250 parole. Sotto si resta generici, sopra non si arriva in fondo. Conta più la struttura della lunghezza: tre blocchi brevi battono un paragrafo lungo a parità di parole.
Va scritta anche in inglese?
Se hai clienti o candidati all’estero sì: LinkedIn permette versioni per lingua e mostra quella giusta automaticamente. Una traduzione letterale però rende male — conviene riscriverla, non tradurla.
Ogni quanto va aggiornata?
Quando cambia l’offerta o il tipo di cliente. Il passare del tempo di per sé non la rende obsoleta; il cambio di posizionamento sì, ed è il momento in cui quasi nessuno si ricorda di tornarci.


