Quando LinkedIn ha iniziato a proporre puzzle giornalieri e classifiche tra colleghi, molti hanno storto il naso: cosa c’entrano i giochi con una piattaforma professionale? È una reazione comprensibile, ma affrettata. Dietro una scelta apparentemente frivola c’è una logica di prodotto precisa, e vale la pena capirla — anche per decidere, senza pregiudizi, se e come starci dentro.
Cosa ha introdotto LinkedIn
Si tratta di piccoli rompicapo quotidiani, con la possibilità di confrontare i risultati all’interno della propria rete o del proprio gruppo di lavoro, in una classifica. Un meccanismo leggero, pensato per creare un motivo ricorrente per aprire l’app e per innescare micro-interazioni tra contatti.
Perché LinkedIn ci punta: la logica nascosta
- Abitudine quotidiana. Un gioco giornaliero crea un aggancio ricorrente: un motivo per tornare ogni giorno, al di là del feed.
- Interazione a bassa soglia. Confrontare un punteggio con un collega è un pretesto leggero per riattivare un contatto, senza l’imbarazzo del messaggio a freddo.
- Rottura del ghiaccio. Un rompicapo condiviso può diventare l’aggancio informale che apre una conversazione più seria.
- Tempo sulla piattaforma. Più tempo speso, più occasioni di incontrare contenuti e persone.
Gimmick o opportunità? Dipende da te
La risposta onesta è: dipende dall’uso. Preso come fine a se stesso, è una distrazione. Preso come pretesto relazionale, può funzionare. Un punteggio condiviso è un modo leggero per far sapere a un contatto “ci sono, ti penso”, e a volte è proprio da lì che riparte una relazione professionale che si era raffreddata.
Su LinkedIn nessuno strumento è networking in sé: lo diventa nell’uso che ne fai. Anche un gioco può essere un pretesto per riattivare una relazione, se hai la testa nel posto giusto.
Non serve prendere posizione ideologica sui giochi di LinkedIn: serve chiedersi se possano servire ai tuoi obiettivi. Per qualcuno saranno una perdita di tempo, per altri un modo informale per tenere calde le relazioni. E tu da che parte stai: distrazione o occasione di contatto?


